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I Principii della Medicina Osteopatica

1. “Il corpo è un’unità”

Il corpo umano non funziona come un assembramento di parti separate, ma come un’unità integrale. Ovviamente il corpo è costituito da parti – il cuore, i polmoni, il sistema muscolo scheletrico e così via – tutti lavorano per il benessere dell’organismo intero.
Tuttavia l’Osteopata si astiene dall’esaltare una parte nei confronti dell’insieme. L’osteopata pone la sua attenzione sull’intera unità funzionale. Ciò che unisce le varie parti costituenti il corpo è la Fascia, un tessuto fibroso profondo che avvolge i muscoli e gli organi, fungendo da sostanza di supporto che collega l’intero corpo dalla testa ai piedi.
Semplicemente la Medicina Osteopatica intende l’essere umano come un’unità costituita da corpo, mente e spirito.

2. “Struttura e funzione sono strettamente e reciprocamente interrelate”

Ogni parte del corpo manifesta una funzione dettata dalla sua struttura. Per esempio, la struttura del polmone impone che i gas, trasportati dai globuli rossi e dissolti nel sangue, passino attraverso le arterie polmonari ai piccoli capillari in stretta approssimazione agli alveoli, dove lo scambio dei gas ha luogo. Come la struttura governa la funzione, così, una struttura anormale governa una disfunzione. Nel caso di una struttura polmonare anormale, come ad esempio in una fibrosi polmonare o in una polmonite interstiziale, il gradiente tra i gas alveolari e i gas nel sangue è aumentato, con il risultato di un minor scambio di gas.
La funzione modifica la struttura. Ad esempio, certe protusioni ossee, come il processo mastoideo, non esistono in un neonato. Attraverso l’uso del muscolo sternocleidomastoideo il posizionamento della testa in alto viene facilitato. Il reteirato uso di questi muscoli porta un allungamento dell’attaccamento osseo. Tuttavia anche un’anormale funzione porta come risultato un’alterazione della struttura connessa. La costrizione dei vasi sanguigni sotto l’influenza del SNS porta dei cambiamenti in questi vasi tanto quanto in altre strutture, come il cuore, reni, occhi.

3. “Il corpo possiede i meccanismi d’auto-regolazione”

Possiamo citarne alcuni: i meccanismi di riflesso neuronale costantemente monitorano le funzioni del corpo, ad esempio i seni carotidei e i barorecettori controllano la pressione del sangue e regolano il ritmo e le contrazioni cardiache, in risposta alle variazioni della pressione del sangue.
Un altro meccanismo è il sistema ormonale che è basato su un sistema d’autoregolazione.
Gli ormoni rilasciati dall’ipotalamo causano il rilascio degli ormoni dalla ghiandola pituitaria, che causa a sua volta il rilascio delle sostanze finali dagli organi; questi prodotti a turno determinano il feedback e regolano l’attività dell’asse ipotalamo-pituitario.
Questo sistema ormonale fa parte del complesso sistema endocrino che è coinvolto nell’auto regolazione del corpo.
Un altro meccanismo, ad esempio gli organi come il cuore e i reni regolano il flusso sanguigno.
Questa autoregolazione vascolare permette agli organi di mantenere un appropriato flusso sanguigno, durante le modificazioni dello stato vascolare.

4. “Il corpo ha la capacità intrinseca di difendersi e guarire”

Le prime linee di difesa comunemente riconosciute sono la pelle e le membrane mucose. Una volta che queste sono violate, elementi del sistema immunitario cellulare vengono chiamati a proteggere il corpo da presenti e futuri invasori. I meccanismi di difesa sono costantemente al lavoro per proteggere il corpo dato che egli è in contatto con migliaia di microrganismi ogni giorno.
La capacità del corpo di guarire se stesso si può osservare già semplicemente dalla guarigione di ferite o fratture. La granulazione tissutale e le proprietà rigenerative di certi tessuti permette alla guarigione di prendere atto. Il medico può facilitare tale processo, ma la capacità intrinseca del corpo di guarire se stesso porta realmente alla guarigione. Il contributo del medico è di rimuovere gli ostacoli alla capacità del corpo.

5. “Quando la normale adattabilità è alterata, o quando i cambiamenti ambientali sopraffanno la capacità del corpo d’auto-mantenersi, la malattia può manifestarsi”

La malattia è causata da diversi fattori ambientali che sopraffanno le difese del corpo o dall’incapacità del corpo di adattarsi alle situazioni.
L’Osteopata aiuta a correggere la causa della malattia ristabilendo la struttura appropriata (dell’organo, del tessuto o a livello cellulare), facilitandone la propria funzione e adattabilità.
Una volta che la causa è corretta il corpo può guarire se stesso attraverso la capacità intrinseca d’autoguarigione.

A corollario di questi principi base della filosofia osteopatica ve ne sono altri tre:

6. “Il movimento dei fluidi del corpo è essenziale per il mantenimento della salute”

Le arterie e le altre strutture tubolari giocano un ruolo essenziale nel portare gli elementi nutritivi a loro destinazione e nel portar via materiali di scarto per essere eliminati. Disturbi nella circolazione produrranno patologie, come infiammazioni acute o croniche, atrofie, irritazioni o traumi.
Se i vasi di queste aree sono compromessi da danni estrinsechi o intrinseci, la circolazione sarà inadeguata. Così l’ambiente può rallentare o persino fermare il processo di guarigione.
Per esempio se l’arteria compromessa è quella coronaria può accadere un’angina o un infarto.
L’Osteopata si focalizza sulle zone di disfunzione strutturale che influenzano la circolazione nell’area coinvolta dal processo patologico.

7. “Il sistema nervoso ha un ruolo cruciale nel controllo del corpo”

Il sistema nervoso è il fattore principale nel controllo della circolazione del sangue. A causa di un deteriorato SNA sono possibili i seguenti cambiamenti somatici: aumento della temperatura locale, dermatomi, edemi, ipersensibilità, ecc.

8. “Ci sono elementi somatici della patologia che non sono solo la manifestazione della malattia ma sono anche fattori che contribuiscono al mantenimento dello stato patologico”

La componente somatica del processo patologico può essere causata da traumi diretti al corpo (come un colpo alle strutture dello scheletro), o può rappresentare una risposta di una patologia viscerale. Infatti si hanno disfunzioni somato-viscerali, o viscero-somatiche. 

Durante una seduta, l’Osteopata deve fare:

una completa valutazione della postura verticale del paziente, distribuzione del peso, tipologia, tensioni, contratture, spasmi, la qualità dei tessuti, della pelle, etc.
prove funzionali globali, regionali e locali , test passivi, attivi e specifici test secondo gli obiettivi della valutazione.
la palpazione dei differenti tessuti e ritmi fisiologici per per accertare la severità e l'origine dei blocchi osteo-articolari e delle tensioni miofasciali così come l’importanza della restrizione, che genera e che impone all'organismo, localmente e/o a distanza una compensazione.
l'identificazione delle cause e una sintesi di tutti i risultati ottenuti. L'Osteopata allora valuta e dà la priorità ai sintomi. Prendendo in considerazione la condizione di salute del paziente, l'età e la vitalità, svilupperà un programma Osteopatico specifico di trattamento più adatto per ogni persona.
il trattamento Osteopatico, che deve seguire determinati obiettivi:
- curare la persona secondo i disturbi e le speranze (dolore, limitazioni funzionali, disordini somatici, ecc.)
- trattare le cause di queste disfunzioni.
- ristabilire il movimento ai differenti meccanismi e sistemi dell'organismo, preservare e mantenere l'equilibrio e la salute dei pazienti, a volte a distanza dalla sede dei problemi, liberandoli dai loro vincoli (tensioni, pressioni, blocchi, etc.) che interessano la circolazione generale ai livelli arteriosi, venosi, nervosi e linfatici. Il trattamento Osteopatico assicura un'integrazione più efficace del trattamento locale, significativamente riduce le probabilità che lo stato diventi cronico e migliora il funzionamento di ogni sistema, uno in relazione all'altro.
una spiegazione al paziente di che cosa è stato fatto e perchè, seguiti da consigli riguardo al loro caso particolare. È importante che il paziente diventi autosufficiente e responsabile del suo benessere.

I concetti dell’ Osteopatia mettono in risalto l'importanza primaria dello stile di vita sano quale fattore determinante per l'equilibrio del sistema di regolazione naturale dell'organismo. Gli Osteopati sono chiamati per suggerire consigli dietetici generali ed esercizi di integrazione da consigliare adeguatamente ad ogni paziente. Suggerendo cambiamenti nello stile di vita, il professionista permette al paziente di svolgere un ruolo attivo nel realizzare e nel mantenere una migliore condizione di salute. La maggior parte dei pazienti avrà un considerevole miglioramento dopo 3 o 4 appuntamenti, anche se 8 - 10 trattamenti o più sono richiesti nella maggior parte dei casi tipici per risolvere completamente l'origine della disfunzione o del dolore. Ciò, naturalmente, dipende dal tipo di patologia presente, e dalla forza vitale del paziente.


Giovanni Turchetti

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